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Educazione economica fin da bambini: imparare a scegliere

Si può spiegare l'economia a un bambino di nove anni? Sì. E il punto non è insegnargli a diventare ricco, ma a comprendere il valore delle scelte, del lavoro, del denaro e del tempo. È una competenza che interessa anche genitori, insegnanti, lavoratori e imprenditori. Perché l'economia si incontra molto prima di aprire un conto corrente o gestire un'azienda: compare quando dobbiamo scegliere come utilizzare risorse limitate.

Un giocattolo oggi o un progetto più importante fra qualche mese? Una spesa immediata o una piccola somma da mettere da parte? Un'attività commerciale con tanti clienti ma pochi guadagni o una più contenuta ma sostenibile? Cambiano le dimensioni delle decisioni, non il principio: ogni scelta comporta una rinuncia e produce conseguenze.

Perché dovremmo imparare l'economia già a nove anni?

Perché a quell'età i bambini prendono già decisioni economiche, anche quando non le chiamano così. Valutano prezzi, chiedono acquisti, confrontano alternative, ricevono talvolta una paghetta e iniziano a distinguere ciò che desiderano da ciò di cui hanno bisogno. Possono quindi avvicinarsi a concetti importanti attraverso situazioni familiari, senza lezioni di finanza complicate o pressioni sul denaro.

L'educazione economica non deve essere confusa con l'invito al guadagno a ogni costo. Significa imparare a porsi domande: da dove arrivano le risorse? Perché un oggetto ha un prezzo? Quali costi sono nascosti dietro un acquisto? Che cosa cambia se non spendo tutto subito? Come posso confrontare due possibilità?

Le istituzioni riconoscono la rilevanza di queste competenze. La Banca d'Italia propone per le scuole materiali didattici su reddito, pianificazione, moneta, acquisti, risparmio e credito, con esempi adatti alle diverse età. Consulta il percorso didattico della Banca d'Italia.

Un dato concreto: come sono preparati i ragazzi italiani?

Secondo l'indagine OCSE PISA 2022 dedicata all'alfabetizzazione finanziaria, gli studenti quindicenni italiani hanno conseguito in media 484 punti, rispetto ai 498 della media OCSE. Circa il 18% dei quindicenni italiani non ha raggiunto il livello base di competenza finanziaria rilevato dall'indagine.

Il dato non significa che tutti i ragazzi abbiano le stesse difficoltà, né misura direttamente le conoscenze dei bambini di nove anni: riguarda un campione di quindicenni. Segnala però che la capacità di utilizzare informazioni economiche nella vita quotidiana non può essere data per scontata. Leggi la scheda OCSE sull'Italia.

In Italia l'educazione finanziaria è stata inoltre introdotta nell'ambito dell'educazione civica dalla Legge 5 marzo 2024, n. 21. Il valore di questa evoluzione sta nell'idea che comprendere l'economia sia anche una forma di cittadinanza consapevole.

Il primo esercizio: 20 euro, tre possibilità e una decisione

Immaginiamo un bambino che abbia a disposizione 20 euro, ricevuti in regalo. Può comprare subito un gioco da 18 euro, utilizzare 8 euro per un libro e conservare 12 euro, oppure accantonare tutti i 20 euro per un acquisto futuro.

SceltaSpesa immediataSomma rimastaDomanda da porsi
Gioco 18 € 2 € Quanto desidero davvero questo gioco?
Libro 8 € 12 € Che cosa ottengo e a cosa rinuncio?
Risparmio 0 € 20 € Quale obiettivo futuro voglio raggiungere?

Esempio didattico, non riferito a una situazione personale reale. Non esiste una scelta universalmente migliore: dipende dagli obiettivi, dal contesto e dal valore attribuito alle diverse possibilità. Il risultato educativo sta nel ragionamento, non nell'obbligo di risparmiare sempre.

Questo esercizio insegna tre concetti fondamentali. Il budget è la quantità di risorse disponibili; il costo opportunità è ciò a cui rinunciamo scegliendo un'alternativa; il risparmio è la parte che decidiamo di non consumare oggi per esigenze o obiettivi futuri.

Un secondo esercizio: perché vendere non significa guadagnare?

Proviamo a immaginare un piccolo mercatino organizzato come attività educativa. Un gruppo acquista materiali per realizzare dieci segnalibri: spende 12 euro per cartoncini, colori e confezioni. Riesce a venderli tutti a 2 euro ciascuno.

VoceCalcoloRisultato
Ricavi 10 × 2 € 20 €
Costi dei materiali Totale 12 €
Margine prima degli altri eventuali costi 20 € − 12 € 8 €

Simulazione illustrativa. Gli 8 euro non rappresentano necessariamente l'utile netto di un'attività commerciale: nell'esempio non sono considerati il valore del tempo impiegato, eventuali trasporti, imposte o altri costi. Proprio questa distinzione è la parte più interessante da discutere.

Il bambino scopre che il denaro incassato non coincide con il guadagno. Un imprenditore, allo stesso modo, deve distinguere fatturato, costi, margini e liquidità. È una lezione semplice che permette di costruire competenze utili anche molti anni dopo.

«L'economia spiegata a un bambino di 9 anni»: un libro che parte dalle domande

Copertina del libro L'economia spiegata a un bambino di 9 anni, Edizioni Eracle

Edizioni Eracle · 160 pagine

Da questa convinzione nasce anche L'economia spiegata a un bambino di 9 anni, il libro di Antonio Baiano Svizzero e Christian Baiano Svizzero, pubblicato da Edizioni Eracle nella collana Olimpo.

Il volume si rivolge ai lettori a partire dai nove anni, ma propone un percorso accessibile anche a genitori e adulti che desiderano riprendere i concetti essenziali. Il suo obiettivo è rendere comprensibili questioni che spesso sembrano riservate agli specialisti: il valore del denaro, il lavoro, il risparmio, le scelte quotidiane e i collegamenti tra la nostra vita e l'economia più ampia.

La prospettiva è interessante anche per il rapporto fra generazioni: spiegare davvero un concetto a un bambino costringe l'adulto a comprenderlo meglio, a eliminare il gergo superfluo e a trovare esempi che abbiano un senso nella vita quotidiana.

Il libro non va letto come un manuale di investimenti o una promessa di successo economico. È piuttosto un invito a sviluppare curiosità, ragionamento e autonomia, attraverso parole accessibili e situazioni concrete.

Scheda bibliografica: Antonio Baiano Svizzero e Christian Baiano Svizzero, L'economia spiegata a un bambino di 9 anni, Edizioni Eracle, collana Olimpo, 2025, 160 pagine, ISBN 9788867433568. Scopri la scheda del libro.

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Cinque attività per sviluppare competenze economiche in famiglia o a scuola

1. Fare la spesa con un budget

Affidare al bambino un elenco di tre prodotti e un tetto massimo di spesa, confrontando prezzi e quantità. Il risultato non deve essere trovare sempre il prezzo più basso, ma imparare che convenienza e qualità vanno valutate insieme.

2. Dividere bisogni e desideri

Preparare due colonne: ciò che è necessario e ciò che sarebbe piacevole avere. Discutere i casi in cui la distinzione non è semplice. Un paio di scarpe può essere una necessità; un modello particolarmente costoso può contenere anche una componente di desiderio.

3. Pianificare un piccolo obiettivo

Per un acquisto da 36 euro, accantonando 6 euro al mese occorrono 6 mesi, in assenza di altre entrate o prelievi. L'esercizio aiuta a collegare tempi, obiettivi e risorse disponibili.

4. Comprendere il valore del lavoro

Osservare quante attività servono per produrre e consegnare un oggetto: ideazione, materiali, produzione, trasporto, vendita e assistenza. È un modo per mostrare che i prezzi non nascono dal nulla e che dietro un prodotto ci sono persone, competenze e organizzazione.

5. Mettere in discussione una pubblicità

Confrontare una promessa pubblicitaria con il prezzo effettivo, le caratteristiche e le alternative. Le domande utili sono: «Di che cosa ho bisogno?», «Quale informazione manca?», «Perché mi stanno mostrando proprio questa offerta?».

Perché l'educazione economica riguarda anche chi guida un'impresa

Il collegamento con la consulenza aziendale è meno distante di quanto sembri. Saper riconoscere una risorsa limitata, verificare le conseguenze di una scelta e distinguere entrate e risultati è alla base della buona gestione d'impresa. In azienda queste competenze diventano budget, analisi dei margini, controllo di gestione, pianificazione degli investimenti e gestione della cassa.

Imparare a ragionare economicamente fin da piccoli non significa trasformare i bambini in piccoli manager. Significa coltivare la capacità di fare domande intelligenti, di confrontare alternative e di comprendere il nesso tra decisioni e conseguenze. È la stessa disposizione mentale che, in un contesto professionale, porta a chiedersi se un investimento sia sostenibile prima ancora di cercare il finanziamento per realizzarlo.

Per questo su CrescitaImpresa consideriamo la formazione economica parte di una visione più ampia dello sviluppo: un'impresa cresce meglio quando crescono anche le competenze delle persone che la guidano.

Domande frequenti sull'educazione economica dei bambini

A quale età si può iniziare a parlare di economia?

Già nella scuola primaria si possono introdurre concetti come bisogni, desideri, prezzo, scelta e risparmio, adattando linguaggio e attività all'età. Non serve partire da formule o prodotti finanziari complessi.

Educazione economica ed educazione finanziaria sono la stessa cosa?

Si sovrappongono, ma non coincidono del tutto. L'educazione economica riguarda anche produzione, lavoro, scelte e uso delle risorse; l'educazione finanziaria si concentra in particolare sulla gestione del denaro e sulle decisioni finanziarie.

La paghetta è indispensabile per insegnare a risparmiare?

No. Può essere uno strumento utile, ma budget simulati, giochi, spesa condivisa e conversazioni sulle scelte quotidiane consentono di affrontare gli stessi principi senza assegnare necessariamente denaro.

È giusto spiegare ai bambini le difficoltà economiche della famiglia?

Si può parlare di limiti e priorità con parole adeguate all'età, evitando di attribuire ai bambini responsabilità o preoccupazioni che spettano agli adulti.

Il libro «L'economia spiegata a un bambino di 9 anni» è utile anche agli adulti?

Sì, soprattutto a chi cerca un'introduzione chiara e accessibile. Non sostituisce un percorso specialistico, ma può aiutare a ritrovare concetti fondamentali senza tecnicismi.

Che relazione c'è tra educazione economica e imprenditorialità?

Entrambe richiedono di valutare alternative, misurare le risorse, stimare costi e conseguenze e assumersi responsabilità proporzionate alla situazione. L'imprenditorialità richiede naturalmente competenze ulteriori, tecniche e gestionali.

La competenza più preziosa è imparare a scegliere

L'economia non comincia in banca o in una riunione di bilancio. Comincia quando una persona si accorge che non può ottenere tutto nello stesso momento e deve decidere che cosa conta di più. Insegnare questo principio a un bambino significa offrirgli uno strumento utile per comprendere il mondo, non anticipare le preoccupazioni degli adulti.

In questa prospettiva L'economia spiegata a un bambino di 9 anni offre un punto di partenza concreto per leggere, discutere e fare domande insieme. E ricorda anche a chi gestisce un'impresa una regola essenziale: la qualità delle decisioni dipende prima di tutto dalla qualità delle competenze con cui le prendiamo.

Per approfondire il libro è disponibile la scheda editoriale. Per conoscere l'approccio di CrescitaImpresa all'analisi, alla pianificazione e allo sviluppo aziendale, visita CrescitaImpresa.


Fonti e approfondimenti: OCSE, PISA 2022 – Alfabetizzazione finanziaria in Italia; Banca d'Italia, Educazione finanziaria nelle scuole; scheda bibliografica del volume. Gli esercizi numerici presentati sono simulazioni didattiche, non casi aziendali reali.

Redazione CrescitaImpresa | Aggiornato al 6 novembre 2026